“Team of the Year”

“Team of the Year”

Arkios Italy S.p.A. “Team of the Year” come miglior Advisor nella Categoria M&A Chemical & Pharmaceutical

Un ulteriore riconoscimento del posizionamento e del ruolo di Arkios Italy S.p.A. nel segmento M&A Mid-Market, dove rappresenta uno dei punti di riferimento per le medie imprese italiane.

Un ringraziamento a tutto il team di Arkios Italy S.p.A.: Paolo Cirani, Deborah V. Setola, Alexandre Moscianese, Lorenzo Valentino, Pietro Battistella, Francesca Musto, Alberto Brenna, hashtagHongHong, Andrea Sperati, Margherita de Girolamo, Elisa Panaro, Chiara Pietrarota, Salvatore Pingitore, Riccardo Triglia, Gabriele Are, Mattia Ugo Gorgo, Giovanni Battista Allavena, Antonio Coppola, Atena Forouzan, Sveva Venditti, Edoardo Schianchi, Giulio Gallotti, nonchè ovviamente Paolo Pescetto.

European and Italian Fashion E-Commerce Market – Snapshot Arkios Italy

European and Italian Fashion E-Commerce Market – Snapshot Arkios Italy

European and Italian Fashion E-Commerce Market – Snapshot Arkios Italy

Nel 2024, il mercato Europeo del fashion e-commerce vale €197 bln, con
aspettative di CAGR del 5%, Il mercato risulta in aumento di €56 bn dal 2019, e l’Italia rappresenta l’11% del mercato totale.

Nel 2025, si è confermato il trend di aggregazione tra i principali retailer del fashion on-line; crescente l’interesse verso le piattaforme second-hand.

Il mercato è segmentabile in Abbigliamento, Accessori, e Scarpe, con distribuzione simile nei vari paesi Europei; in Italia il segmento Abbigliamento rappresenta un peso specifico maggiore.

Se divisi per tipologia e modello di business, i I Major Players risultano:

Zalando, leader pan-europeo per fashion multi-brand, con un fatturato di c.a. €10 Bln.

ABOUT YOU — player focalizzato su Gen-Z, con ricavi crescenti (FY 24/25 > €2Bln) e forte crescita nel segmento DACH). Recentemente è stato oggetto di acquisizione/operazione da parte di Zalando

ASOS.com / Boohoo Group PLC / SHEIN / Temu / Amazon Fashion, ciascuno ha ruoli diversi: ASOS.com e boohoo (fast-fashion multi-brand / vertical brand holdings), SHEIN e Temu (modello marketplace/fast-sourcing) cinese a bassi prezzi che stanno guadagnando quota in Europa), Amazon Fashion come “marketplace” dominante su scala.

FARFETCH / piattaforme luxury, che presidiano il segmento lusso/alto di gamma con modelli marketplace,

Una prima clusterizzazione vede:

– Marketplace multi-brand (Zalando, Amazon Fashion, ASOS.com in parte, Temu, SHEIN): offrono assortimenti ampi, logistica estesa, marketplace partner program. Ideali per volumi e discovery.

– Pure-play multi-brand verticali (ASOS.com, Boohoo Group PLC) come marketplace/retailer focalizzati su fasce giovani/fast fashion, qualche integrazione verticale (brand in portafoglio).

– Mono-Brand (e.g. ZARA/Inditex online, brand di lusso con boutique + e-commerce)

– Luxury Marketplaces (FARFETCH, Vestiaire Collective per resale) rappresentano invece modelli ibridi per boutique e servizi premium.

– Resale/Rental/Circular (Vestiaire Collective, Vinted): segmento in rapido aumento, spesso canale verticale che servizio integrato offerto da grandi player.

Nel 2025, si è confermato il trend di aggregazione – con numerose e significative operazioni di M&A tra i principali player, con un crescente interesse verso le piattaforme second-hand,

Tra le transazioni rilevanti dell’ultimo anno possiamo citare: l’acquisizione di ABOUT YOU da parte di Zalando, l’acquisizione da parte del fondo Apollo Global Management, Inc. del 30% di Tradeinn SL per un EV (100%) di 700-800 Mln €), l’acquisizione di Lyst da parte di 株式会社ZOZO

Che ruolo potranno avere in questo “risiko” M&A, le piattaforme Italiane?

Sotto uno snapshot del mercato:

Il sostegno finanziario per l’innovazione

Il sostegno finanziario per l’innovazione

Grande interesse per l’intervento della nostra Partner, Deborah V. Setola, sui temi de “Il sostegno finanziario per l’innovazione”, alla tavola rotonda degli InnovationDays, svoltisi giovedì 6 novembre, all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari – Formula Imola S.p.A., evento di roadshow organizzato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Confindustria.

Alla tavola rotonda – moderata da CarloFesta, hanno partecipato: Deborah V. Setola (Partner Arkios Italy S.p.A.), Anna Guglielmi (Managing Partner Entangled Capital SGR) e Cataldo Conte (Responsabile Corporate & Investment Banking di Banca Ifis).

Si è parlato – tra le altre cose – del sostegno finanziario per la crescita delle medie imprese (PMI) italiane e della Regione Emilia-Romagna, del ruolo degli investitori finanziari, il cui intervento rappresenta ormai il 44% del totale delle operazioni (in crescita rispetto al 40% dello scorso anno) e una grande opportunità per crescere e rafforzarsi in un contesto sempre più competitivo, a conferma di quanto il ruolo dei fondi nel mercato delle fusioni e acquisizioni stia diventando strutturale.

Gli InnovationDays de Il Sole 24 Ore sono un evento di roadshow organizzato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Confindustria, 24 Ore Eventi, 4Manager nato per supportare le Piccole e Medie Imprese (PMI) italiane nella crescita e nell’innovazione. L’evento offre alle aziende strumenti, soluzioni e occasioni di networking per migliorare la competitività attraverso tematiche di carattere strategico come l’innovazione digitale, l’intelligenza artificiale, la cybersecurity, la sostenibilità e altre.

Un’occasione di confronto su strumenti finanziari, modelli di investimento e opportunità per sostenere la crescita delle imprese italiane.

Qui l’agenda dell’incontro di Imola: https://lnkd.in/dJAP92nX

Arkios Italy S.p.A., con la nostra Partner Deborah V. Setola, sarà relatore all’ InnovationDays organizzato da Il Sole 24 Ore, per parlare de Il sostegno finanziario all’innovazione, un tema centrale per le imprese.

Se ne discuterà giovedì 6 novembre, all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari – Formula Imola S.p.A., nell’ambito di InnovationDays Regione Emilia-Romagna, evento organizzato da Il Sole 24 Ore: la nostra Partner Deborah V. Setola interverrà nella tavola rotonda moderata da CarloFesta.

InnovationDays de Il Sole 24 Ore sono un evento di roadshow organizzato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Confindustria, 24 Ore Eventi, 4Manager, per supportare le Piccole e Medie Imprese (PMI) italiane nella crescita e nell’innovazione.

Un’occasione di confronto su strumenti finanziari, modelli di investimento e opportunità per sostenere la crescita delle imprese italiane.

—> Qui il Programma completo: https://lnkd.in/dJAP92nX

Mercato Italiano della Chimica

Mercato Italiano della Chimica

Il settore chimico europeo continua a essere uno dei pilastri dell’industria, con un valore di oltre 900 Bln€, e un ruolo strategico nelle filiere produttive.

L’Italia, con una quota del 7% del mercato europeo, si posiziona al 4° posto dopo Germania, Francia e UK.

Una posizione solida, sostenuta da una filiera diversificata, competenze tecnologiche avanzate e una crescente attenzione alla sostenibilità.

Nel contesto Italiano, come in quello Europeo, stanno guadagnando spazio Le Specialty Chemicals, che in Italia rappresentano il 30%: prodotti e soluzioni a maggiore valore aggiunto, sempre più richiesti in personal care, food & nutrition, pharma, elettronica, coatings e materiali avanzati.

Un trend chiave è quindi la crescita della distribuzione di specialty chemicals. dove i distributori vincenti offrono ‘formulation support’, magazzini locali, competenze regolatorie e digitale B2B.

Tale mercato è in forte consolidamento: grandi gruppi internazionali (Brenntag, IMCD Group, Azelis, etc.) stanno acquisendo distributori locali specializzati per ampliare portafoglio, servizi e copertura geografica.

Tra le ultime transazioni rilevanti troviamo:

– l’incremento della partecipazione in Brenntag SE da parte del fondo Artisan Partners, che ha incrementato la propria partecipazione di
un ulteriore 5,8% per €416,9 mln, pari a un multiplo
EV/EBITDA di 9,3x.

– l’acquisizione da parte di IMCD Group del 100% di TILLMANNS S.P.A., distributore italiano di chimica specializzata, per rafforzare la presenza in Italia.

– l’acquisizione da parte di Azelis Group Nv (EQT Group) del il 100% di ACEF – Azienda Chimica e Farmaceutica, storico distributore italiano di materie prime speciali per la cosmetica, nutraceutica e farmaceutica, e della sua controllata

– l’acquisizione da parte di IMI Fabi Talco del 100% di Elementis_Talc la divisione dedicata al talco industriale di Elementis Global

– l’acquisizione da parte di Univar Solutions Inc. di Brad-Chem Ltd (UK) e Brad-Kem BV (Paesi Bassi), attivi nella distribuzione e miscelazione di additivi lubrificanti e soluzioni per trattamento metalli, pulizia e acque.

– l’acquisizione da parte di AgroFresh Solutions Inc. di Pace International, LLC da Sumitomo Chemical.

– l’acquisizione da parte di Brenntag AG del sito logistico di hashtagChimica_d_Agostino a Bari, rafforzando la rete operativa nel Sud Italia

– l’acquisizione da parte di ITELYUM Group del 100% di Soledi SAS, azienda specializzata nella distribuzione di prodotti chimici, rafforzando la presenza operativa e commerciale in Francia.

Le aziende più attive in questo segmento risultano Azelis, con le acquisizioni di anche di EUROTRADING S.p.A. e Dagalti (Turchia) e Safic-Alcan, con le acquisizioni di Sarfam (Br) e PROQUIMIL – Produtos Químicos Ltda (Br)

Insomma, mercato M&A “frizzante”, con diverse transazioni a opera di grandi gruppi industriali.

The Cost of Being Opportunistic in M&A

The Cost of Being Opportunistic in M&A

M&A nel mid-market italiano: cresce la tentazione dell’off-market, ma il one-to-one non è sempre la strada migliore

Le medie aziende italiane (PMI) tendono sempre più a seguire un approccio opportunistico, e meno un processo strutturato?

E’ un tema/trend di grande attualità nel mercato M&A Mid-market, che ha un forte impatto su tutti gli attori coinvolti: Advisor, Azionisti delle Società che intendono aprire al capitale, ed Investitori.

Queste riflessioni evidenziano il vissuto quotidiano di Financial Advisor di M&A, come Arkios Italy S.p.A., ma impattano anche in maniera sostanziale imprenditori e investitori.

Nel mercato M&A italiano di fascia mid-market – quello delle imprese con ricavi tra i 20 e i 200 milioni di euro – si sta consolidando una tendenza che divide advisor e imprenditori: la preferenza per trattative dirette e riservate, spesso al di fuori dei classici processi competitivi. Un approccio più discreto, meno strutturato, che in molti casi nasce da contatti opportunistici tra azienda e potenziali acquirenti — fondi o corporate — senza un mandato formale di vendita.


Riservatezza, velocità, semplicità: le ragioni del “nuovo pragmatismo”

Dietro questa tendenza c’è innanzitutto una ricerca di controllo. Molte aziende familiari, pilastro del tessuto industriale italiano, temono che un processo M&A pubblico possa destabilizzare l’ambiente interno o attirare attenzioni indesiderate. La prospettiva di condurre una trattativa “one-to-one” offre:

  • Maggiore riservatezza: meno rumore, meno rischi reputazionali.
  • Processo più snello: meno advisor coinvolti, meno burocrazia, meno tempo in data room.
  • Relazione personale: il venditore dialoga direttamente con chi porterà avanti il progetto industriale.
  • Tempistiche più rapide: in un mercato dove l’incertezza macro pesa, molti preferiscono chiudere con un interlocutore serio, piuttosto che affrontare mesi di diligence e rilanci.

Un approccio “off-market” può dunque apparire come una soluzione elegante, pragmatica e rispettosa della cultura d’impresa.


Ma la trattativa one-to-one non è priva di trappole

Dietro i vantaggi apparenti si nascondono rischi non trascurabili, soprattutto quando il venditore non ha un chiaro benchmark di mercato o si muove senza un advisor esperto.

1. Rischio di sottovalutazione Un solo interlocutore significa assenza di concorrenza. In un’asta, il prezzo emerge dal confronto tra più acquirenti; in un one-to-one, il valore è quello che il compratore è disposto (o riesce) a far accettare. La probabilità di cedere l’azienda a una valutazione inferiore al suo potenziale è concreta.

2. Asimmetria informativa Il compratore – spesso un fondo o una multinazionale con team M&A strutturato – dispone di dati, benchmark e strumenti di analisi che il venditore medio non ha. In un processo competitivo, l’Advisor del venditore riequilibra la partita; in un dialogo diretto, questo bilanciamento rischia di mancare.

3. Dipendenza relazionale Le trattative one-to-one tendono a diventare personalistiche. La fiducia reciproca è un valore, ma può trasformarsi in vulnerabilità se emergono divergenze sulla struttura dell’operazione o sui termini contrattuali. Senza una regia esterna, anche piccole incomprensioni possono bloccare il deal.

4. Mancanza di “piano B” Nel caso la trattativa si interrompa, il venditore che ha puntato tutto su un’unica carta si trova senza alternative. Un processo strutturato, invece, permette di mantenere più opzioni aperte e gestire meglio il timing.


Verso un modello ibrido

Le evidenze di mercato (Dealsuite 2025, BeBeez Italia. PwC e Bain & Company, etc.) mostrano che le operazioni mid-market italiane si stanno spostando verso modelli ibridi: una prima fase “soft”, con un gruppo ristretto di potenziali acquirenti selezionati, seguita – se il mercato risponde – da un allargamento graduale del processo. In questo modo, le imprese cercano di bilanciare riservatezza e massimizzazione del valore.

Gli Advisor più efficaci oggi sono quelli capaci di integrare relazioni dirette e competenze di processo: contatti personali, sì, ma anche gestione metodica del percorso, valutazioni oggettive e controllo del timing.


Conclusione: il one-to-one e l’approccio opportunistico possono sembrare una scorciatoia, ma non sempre lo sono.

In un mercato complesso e competitivo come quello italiano, la vera efficienza sta nel saper unire discrezione e struttura, relazione e metodo.

L’approccio opportunistico funziona solo se sostenuto da un’adeguata preparazione strategica; altrimenti, rischia di trasformarsi in una trattativa sbilanciata, dove il valore lo decide la controparte e la mancanza di un processo strutturato impatta fortemente sulla massimizzazione del valore, e soprattutto sugli aspetti strategici dell’apertura al capitale o cessione, che per gli imprenditori italiani non sono per nulla secondari