Analisi del mercato M&A in Italia 2025
M&A Outlook 2026
Outlook M&A 2026
2026: cosa aspettarsi? M&A market outlook in Italia (1/4)
Lo scenario macroeconomico mondiale è atteso in sostanziale continuità con il 2025, con crescita moderata e stabilità che favorirà l’attività M&A, specie nel mid-market
Nel 2026 il mercato M&A mid-market si inserirà in un contesto di crescita globale moderata, con un’area euro ancora caratterizzata da condizioni monetarie restrittive in termini reali, ma compensate da politiche fiscali e industriali sempre più mirate. In Europa, e in particolare in Italia, programmi come il NextGenerationEU e le iniziative legate alla transizione energetica e alla competitività industriale continueranno a indirizzare investimenti.
A livello Worldwide, nel 2026 è prevista una crescita globale moderata, attorno al 2,5–3%, sostenuta da USA e alcune economie asiatiche, mentre la Cina rallenterà gradualmente la sua crescita (4,3%); l’Europa vedrà una crescita moderata, come i paesi asiatici più sviluppati. Per quanto riguarda i rischi geopolitici e commerciali prevediamo ancora una fase di incertezza, che non dovrebbe però influire più di tanto sull’attività di M&A.
L’inflazione globale tenderà a stabilizzarsi, con banche centrali prudenti e un possibile allentamento dei tassi se la crescita dovesse rallentare, in modo da favorire l’accesso al credito.
Nel 2026 l’Europa dovrebbe registrare una crescita PIL moderata, in media 1–1,2%, con un’inflazione sotto controllo (~1,5–2%) una politica monetaria stabile da parte della BCE, con tassi stabili al 2% per il 2026 (con un possibile rialzo dei tassi posticipato a metà 2027), garantendo condizioni di finanziamento favorevoli per imprese e investitori. Gli investimenti pubblici si concentreranno su infrastrutture, digitalizzazione, transizione energetica, mentre quelli privati punteranno a settori industriali innovativi, green e servizi ad alto valore aggiunto, in particolare B2B.
Le perduranti tensioni USA-Cina, l’interdipendenza economica dell’Europa con USA e Cina, insieme a politiche europee frammentate, manterranno l’esistente incertezza economica, rendendo necessario rafforzare competitività e difesa al fine di proteggere la crescita e stabilizzare i mercati, richiedendo agli investitori maggiore selettività nella valutazione dei rischi
La competitività delle esportazioni europee è frenata dalla concorrenza cinese, dai costi energetici relativamente elevati e da ostacoli tariffari o commerciali, con effetti particolarmente evidenti nei settori automobilistico, chimico e settore manifatturiero ad alta intensità energetica. Di conseguenza, le esportazioni contribuiranno meno alla crescita economica, mentre la ripresa sarà principalmente sostenuta dalla domanda interna, guidata da consumi e investimenti domestici, il cui verificarsi è ancora incerto.
In Europa, il 2026 dovrebbe prevedere importanti investimenti infrastrutturali, tra i quali le prime erogazioni di prestiti per la difesa SAFE (una linea di credito di circa 150 miliardi di euro), una tabella di marcia per colmare le lacune nella difesa entro il 2030, misure per ridurre le barriere e la burocrazia del mercato unico e progressi nell’Unione dei mercati dei capitali/Unione del risparmio e degli investimenti (inclusi un rafforzamento dell’ESMA e dei prodotti pensionistici paneuropei),
Lo scenario macroeconomico mondiale è atteso in sostanziale continuità con il 2025, con crescita moderata e stabilità che favorirà l’attività M&A, specie nel mid-market
Nel 2026 il mercato M&A mid-market si inserirà in un contesto di crescita globale moderata, con un’area euro ancora caratterizzata da condizioni monetarie restrittive in termini reali, ma compensate da politiche fiscali e industriali sempre più mirate. In Europa, e in particolare in Italia, programmi come il NextGenerationEU e le iniziative legate alla transizione energetica e alla competitività industriale continueranno a indirizzare investimenti.
A livello Worldwide, nel 2026 è prevista una crescita globale moderata, attorno al 2,5–3%, sostenuta da USA e alcune economie asiatiche, mentre la Cina rallenterà gradualmente la sua crescita (4,3%); l’Europa vedrà una crescita moderata, come i paesi asiatici più sviluppati. Per quanto riguarda i rischi geopolitici e commerciali prevediamo ancora una fase di incertezza, che non dovrebbe però influire più di tanto sull’attività di M&A.
L’inflazione globale tenderà a stabilizzarsi, con banche centrali prudenti e un possibile allentamento dei tassi se la crescita dovesse rallentare, in modo da favorire l’accesso al credito.
Nel 2026 l’Europa dovrebbe registrare una crescita PIL moderata, in media 1–1,2%, con un’inflazione sotto controllo (~1,5–2%) una politica monetaria stabile da parte della BCE, con tassi stabili al 2% per il 2026 (con un possibile rialzo dei tassi posticipato a metà 2027), garantendo condizioni di finanziamento favorevoli per imprese e investitori. Gli investimenti pubblici si concentreranno su infrastrutture, digitalizzazione, transizione energetica, mentre quelli privati punteranno a settori industriali innovativi, green e servizi ad alto valore aggiunto, in particolare B2B.
Le perduranti tensioni USA-Cina, l’interdipendenza economica dell’Europa con USA e Cina, insieme a politiche europee frammentate, manterranno l’esistente incertezza economica, rendendo necessario rafforzare competitività e difesa al fine di proteggere la crescita e stabilizzare i mercati, richiedendo agli investitori maggiore selettività nella valutazione dei rischi
La competitività delle esportazioni europee è frenata dalla concorrenza cinese, dai costi energetici relativamente elevati e da ostacoli tariffari o commerciali, con effetti particolarmente evidenti nei settori automobilistico, chimico e settore manifatturiero ad alta intensità energetica. Di conseguenza, le esportazioni contribuiranno meno alla crescita economica, mentre la ripresa sarà principalmente sostenuta dalla domanda interna, guidata da consumi e investimenti domestici, il cui verificarsi è ancora incerto.
In Europa, il 2026 dovrebbe prevedere importanti investimenti infrastrutturali, tra i quali le prime erogazioni di prestiti per la difesa SAFE (una linea di credito di circa 150 miliardi di euro), una tabella di marcia per colmare le lacune nella difesa entro il 2030, misure per ridurre le barriere e la burocrazia del mercato unico e progressi nell’Unione dei mercati dei capitali/Unione del risparmio e degli investimenti (inclusi un rafforzamento dell’ESMA e dei prodotti pensionistici paneuropei),
2026: cosa aspettarsi? M&A market outlook in Italia (2/4)
Questo contesto dovrebbe sostenere in modo favorevole l’M&A mid-market, con un aumento delle operazioni di consolidamento e roll-up in settori frammentati, opportunità per acquisizioni strategiche cross-border e crescente attività di private equity mirata a piattaforme di aggregazione. I settori più dinamici dovrebbero includere: automazione industriale, servizi B2B, logistica, Managed IT services e data center, servizi sanitarie energie rinnovabili.
In particolare:
Germania: dopo la stagnazione, il PIL è previsto in moderata crescita tra l’1% e l’1,5% nel 2026 che nel 2027, trainato da una politica fiscale espansiva (1% del PIL nel 2026) e da un aumento della spesa pubblica, con un piano di investimenti per la difesa e le infrastrutture (tra cui un programma per infrastrutture e clima da circa 500 miliardi di euro) a sostegno della domanda interna.
La Germania continuerà a soffrire della debolezza della domanda esterna e della necessità di riforme per aumentare competitività e produttività e vedrà un contesto di M&A di consolidamento e ottimizzazione, con maggior parte delle operazioni nel segmento mid-market, piuttosto che grandi acquisizioni aggressive, focalizzato su: Automazione industriale, ingegneria e macchinari, Settore servizi B2B e logistica e Energia e transizione verde
Francia: con una crescita contenuta del PIL tra 0,9% e 1%, e un debito pubblico ancora elevato, nonché un contesto politico incerto, si prevede un modesto inasprimento fiscale nel 2026-2027 a fronte di rischi politici e fiscali. Una inflazione tendenzialmente bassa potrebbe favorire operazioni mid-market mirate, ma non vediamo un ruolo trainante della Francia nell’M&A.
Regno Unito crescita del PIL reale prevista a circa l’1,2% nel 2026, a causa di un contesto di domanda interna debole e pressioni fiscali persistenti, con un’inflazione di c.a. 2,5% .
Italia; L’Italia nel 2026 offre un contesto macroeconomico stabile, con crescita moderata del PIL intorno allo 0,8%, e inflazione sotto controllo (1,6%), investimenti pubblici mirati e tassi favorevoli, creando terreno fertile per il mid-market M&A, con operazioni orientate al consolidamento, roll-up e crescita strategica in settori industriali e tecnologici.
Il governo mira a uscire dalla Procedura per i Disavanzi Eccessivi nel 2025; le spese per la difesa aumenteranno di circa lo 0,15% del PIL nel 2026, finanziate in parte da prestiti SAFE da 15 miliardi di euro. Il Programma il NGEU (Next Generation EU) rimane un sostegno significativo fino al 2026.
Resto d’Europa (HSBC/CE): Gli investimenti pubblici dovrebbero raggiungere circa il 3,7% del PIL nel 2026 (il livello più alto dalla crisi finanziaria globale).
Mid-Market M&A 2026: Tassi Stabili, Liquidità Adeguata e Supporto di Fondi di Private Equity e Private Debt Come Driver di Crescita e Consolidamento Settoriale
Nel 2026 il contesto macroeconomico europeo dovrebbe offrire condizioni favorevoli per il segmento M&A mid-market, grazie a una liquidità in calo moderato ma ancora elevata, che mantiene stabili i tassi di finanziamento.
Questo contesto dovrebbe sostenere in modo favorevole l’M&A mid-market, con un aumento delle operazioni di consolidamento e roll-up in settori frammentati, opportunità per acquisizioni strategiche cross-border e crescente attività di private equity mirata a piattaforme di aggregazione. I settori più dinamici dovrebbero includere: automazione industriale, servizi B2B, logistica, Managed IT services e data center, servizi sanitarie energie rinnovabili.
In particolare:
Germania: dopo la stagnazione, il PIL è previsto in moderata crescita tra l’1% e l’1,5% nel 2026 che nel 2027, trainato da una politica fiscale espansiva (1% del PIL nel 2026) e da un aumento della spesa pubblica, con un piano di investimenti per la difesa e le infrastrutture (tra cui un programma per infrastrutture e clima da circa 500 miliardi di euro) a sostegno della domanda interna.
La Germania continuerà a soffrire della debolezza della domanda esterna e della necessità di riforme per aumentare competitività e produttività e vedrà un contesto di M&A di consolidamento e ottimizzazione, con maggior parte delle operazioni nel segmento mid-market, piuttosto che grandi acquisizioni aggressive, focalizzato su: Automazione industriale, ingegneria e macchinari, Settore servizi B2B e logistica e Energia e transizione verde
Francia: con una crescita contenuta del PIL tra 0,9% e 1%, e un debito pubblico ancora elevato, nonché un contesto politico incerto, si prevede un modesto inasprimento fiscale nel 2026-2027 a fronte di rischi politici e fiscali. Una inflazione tendenzialmente bassa potrebbe favorire operazioni mid-market mirate, ma non vediamo un ruolo trainante della Francia nell’M&A.
Regno Unito crescita del PIL reale prevista a circa l’1,2% nel 2026, a causa di un contesto di domanda interna debole e pressioni fiscali persistenti, con un’inflazione di c.a. 2,5% .
Italia; L’Italia nel 2026 offre un contesto macroeconomico stabile, con crescita moderata del PIL intorno allo 0,8%, e inflazione sotto controllo (1,6%), investimenti pubblici mirati e tassi favorevoli, creando terreno fertile per il mid-market M&A, con operazioni orientate al consolidamento, roll-up e crescita strategica in settori industriali e tecnologici.
Il governo mira a uscire dalla Procedura per i Disavanzi Eccessivi nel 2025; le spese per la difesa aumenteranno di circa lo 0,15% del PIL nel 2026, finanziate in parte da prestiti SAFE da 15 miliardi di euro. Il Programma il NGEU (Next Generation EU) rimane un sostegno significativo fino al 2026.
Resto d’Europa (HSBC/CE): Gli investimenti pubblici dovrebbero raggiungere circa il 3,7% del PIL nel 2026 (il livello più alto dalla crisi finanziaria globale).
Mid-Market M&A 2026: Tassi Stabili, Liquidità Adeguata e Supporto di Fondi di Private Equity e Private Debt Come Driver di Crescita e Consolidamento Settoriale
Nel 2026 il contesto macroeconomico europeo dovrebbe offrire condizioni favorevoli per il segmento M&A mid-market, grazie a una liquidità in calo moderato ma ancora elevata, che mantiene stabili i tassi di finanziamento.
2026: cosa aspettarsi? M&A market outlook in Italia (3/4)
I sistemi bancari europei e britannici restano solidi (in particolare quello italiano, che potrebbe continuare il percorso di consolidamento) e gli standard di prestito più flessibili, migliorando l’accesso al credito per aziende e sponsor.
Elemento significativo potrebbe essere l’intervento dei Fondi di Private Debt, che si sono concentrati principalmente sull’Europa, e che potrebbero intervenire nel contesto M&A in due maniere: sia attraverso il financing delle operazioni di LBO da parte dei fondi di Private Equity, sia, attraverso operazioni dirette nei confronti delle società, ponendosi come alternativa all’ingresso nel capitale delle target.
Gli investimenti pubblici e privati in infrastrutture, digitalizzazione e settori green rafforzano la domanda di acquisizioni strategiche. I multipli EBITDA mediani europei sembrano essere in rialzo, riducendo lo spread tra offerta e domanda e facilitando il completamento delle operazioni. Da parte dei fondi di private equity dovrebbe aumentare il numero di exit, liberando liquidità e creando nuove opportunità di investimento. La combinazione di tassi stabili, liquidità sufficiente e multipli moderatamente elevati, dovrebbe rendere il mercato mid-market più dinamico e selettivo. Complessivamente, il contesto macroeconomico europeo crediamo possa supportare un’espansione delle operazioni M&A, in particolare nel segmento mid-market, con particolare attenzione a consolidamenti e roll-up in settori strategici.
Mid-Market M&A 2026: Momentum Positivo e Ripresa Diffusa in Europa e in Italia
Dopo il rimbalzo del 2025, concentrato principalmente sui mega-deal, il 2026 dovrebbe segnare una ripresa più ampia e diffusa del mercato M&A mid-market, sia in Europa sia in Italia.
Questo slancio sarebbe sostenuto da un maggiore accesso al finanziamento, dalla riduzione dei divari di valutazione tra investitori e imprenditori, nonché dall’accelerazione dei processi di riallocazione e razionalizzazione dei portafogli da parte dei principali gruppi industriali e finanziari.
In questo contesto, l’Italia potrebbe sovraperformare la media europea in termini di numero di operazioni, grazie alla riapertura del segmento mid-market, che potrebbe tornare pienamente attivo dopo una fase di maggiore cautela. Lo slancio registrato nella seconda metà del 2025 dovrebbe estendersi al 2026, favorito da costi di finanziamento più contenuti, parametri di valutazione normalizzati e un gap valutativo più ristretto tra investitori e imprenditori, con un progressivo ampliamento dell’attività mid-market.
In sostanza, grazie a una pipeline numerosa a fine 2025, all’aumento del numero di operazioni, alla maggiore propensione delle medie aziende a intraprendere percorsi di M&A, all’allineamento dei multipli e all’incremento del valore medio per deal, insieme a condizioni di finanziamento stabili o migliorative, il mercato M&A dovrebbe entrare nel 2026 con un momentum positivo già avviato.
Mid-Market M&A in Italia 2026: Consolidamento, Private Equity e Opportunità Settoriali
Il segmento M&A mid-market italiano nel 2026 dovrebbe consolidare e ampliare la ripresa iniziata nella seconda metà del 2025, beneficiando di condizioni di finanziamento più stabili, tassi contenuti, una riduzione dei divari di valutazione tra acquirenti e venditori e una maggiore disponibilità di capitale da parte di private equity e fondi di private debt.
I sistemi bancari europei e britannici restano solidi (in particolare quello italiano, che potrebbe continuare il percorso di consolidamento) e gli standard di prestito più flessibili, migliorando l’accesso al credito per aziende e sponsor.
Elemento significativo potrebbe essere l’intervento dei Fondi di Private Debt, che si sono concentrati principalmente sull’Europa, e che potrebbero intervenire nel contesto M&A in due maniere: sia attraverso il financing delle operazioni di LBO da parte dei fondi di Private Equity, sia, attraverso operazioni dirette nei confronti delle società, ponendosi come alternativa all’ingresso nel capitale delle target.
Gli investimenti pubblici e privati in infrastrutture, digitalizzazione e settori green rafforzano la domanda di acquisizioni strategiche. I multipli EBITDA mediani europei sembrano essere in rialzo, riducendo lo spread tra offerta e domanda e facilitando il completamento delle operazioni. Da parte dei fondi di private equity dovrebbe aumentare il numero di exit, liberando liquidità e creando nuove opportunità di investimento. La combinazione di tassi stabili, liquidità sufficiente e multipli moderatamente elevati, dovrebbe rendere il mercato mid-market più dinamico e selettivo. Complessivamente, il contesto macroeconomico europeo crediamo possa supportare un’espansione delle operazioni M&A, in particolare nel segmento mid-market, con particolare attenzione a consolidamenti e roll-up in settori strategici.
Mid-Market M&A 2026: Momentum Positivo e Ripresa Diffusa in Europa e in Italia
Dopo il rimbalzo del 2025, concentrato principalmente sui mega-deal, il 2026 dovrebbe segnare una ripresa più ampia e diffusa del mercato M&A mid-market, sia in Europa sia in Italia.
Questo slancio sarebbe sostenuto da un maggiore accesso al finanziamento, dalla riduzione dei divari di valutazione tra investitori e imprenditori, nonché dall’accelerazione dei processi di riallocazione e razionalizzazione dei portafogli da parte dei principali gruppi industriali e finanziari.
In questo contesto, l’Italia potrebbe sovraperformare la media europea in termini di numero di operazioni, grazie alla riapertura del segmento mid-market, che potrebbe tornare pienamente attivo dopo una fase di maggiore cautela. Lo slancio registrato nella seconda metà del 2025 dovrebbe estendersi al 2026, favorito da costi di finanziamento più contenuti, parametri di valutazione normalizzati e un gap valutativo più ristretto tra investitori e imprenditori, con un progressivo ampliamento dell’attività mid-market.
In sostanza, grazie a una pipeline numerosa a fine 2025, all’aumento del numero di operazioni, alla maggiore propensione delle medie aziende a intraprendere percorsi di M&A, all’allineamento dei multipli e all’incremento del valore medio per deal, insieme a condizioni di finanziamento stabili o migliorative, il mercato M&A dovrebbe entrare nel 2026 con un momentum positivo già avviato.
Mid-Market M&A in Italia 2026: Consolidamento, Private Equity e Opportunità Settoriali
Il segmento M&A mid-market italiano nel 2026 dovrebbe consolidare e ampliare la ripresa iniziata nella seconda metà del 2025, beneficiando di condizioni di finanziamento più stabili, tassi contenuti, una riduzione dei divari di valutazione tra acquirenti e venditori e una maggiore disponibilità di capitale da parte di private equity e fondi di private debt.
2025: cosa aspettarsi? M&A market outlook in Italia (4/4)
Dopo un rallentamento nel primo semestre del 2025, dovuto all’incertezza generata dai dazi e da tensioni geopolitiche, con una riduzione sia del numero sia del valore delle operazioni e una forte componente domestica dominata dagli investitori finanziari, la seconda metà dell’anno ha evidenziato un aumento significativo dei deal annunciati, indicando un miglioramento delle prospettive.
Il mercato italiano resta strutturally frammentato e dominato da aziende familiari, e il ruolo dei fondi come catalizzatori di continuità aziendale, facilitatori della managerializzazione e promotori di strategie buy-and-build rimane centrale.
I settori più dinamici dovrebbero includere automazione industriale, digitalizzazione e managed IT services, HVAC ed efficienza energetica, logistica e infrastrutture, healthcare, energie rinnovabili, ma anche comparti tradizionali frammentati dove il private equity può supportare consolidamenti e la creazione di piattaforme mid-market. Tra questi, particolare attenzione potrebbe essere rivolta a specialty chemicals, produzione e distribuzione di materiali innovativi, segmenti del packaging, waste management e servizi legati all’economia circolare, oltre a food processing e agri-food.
Dal lato degli investitori, private equity e family office continueranno a guidare gran parte delle operazioni, mentre i gruppi industriali si concentreranno su acquisizioni mirate a rafforzare la propria posizione competitiva o integrare piattaforme esistenti. L’attività degli advisor resterà intensa, con una forte componente internazionale, poiché le aziende italiane continueranno a essere oggetto di interesse cross-border.
In sintesi, il 2026 potrebbe vedere un mid-market italiano più attivo, selettivo e strategico, con consolidamenti settoriali guidati dai fondi, normalizzazione delle valutazioni e maggiore certezza di chiusura dei deal, grazie a un mercato dei capitali e del credito più favorevole.
Dopo un rallentamento nel primo semestre del 2025, dovuto all’incertezza generata dai dazi e da tensioni geopolitiche, con una riduzione sia del numero sia del valore delle operazioni e una forte componente domestica dominata dagli investitori finanziari, la seconda metà dell’anno ha evidenziato un aumento significativo dei deal annunciati, indicando un miglioramento delle prospettive.
Il mercato italiano resta strutturally frammentato e dominato da aziende familiari, e il ruolo dei fondi come catalizzatori di continuità aziendale, facilitatori della managerializzazione e promotori di strategie buy-and-build rimane centrale.
I settori più dinamici dovrebbero includere automazione industriale, digitalizzazione e managed IT services, HVAC ed efficienza energetica, logistica e infrastrutture, healthcare, energie rinnovabili, ma anche comparti tradizionali frammentati dove il private equity può supportare consolidamenti e la creazione di piattaforme mid-market. Tra questi, particolare attenzione potrebbe essere rivolta a specialty chemicals, produzione e distribuzione di materiali innovativi, segmenti del packaging, waste management e servizi legati all’economia circolare, oltre a food processing e agri-food.
Dal lato degli investitori, private equity e family office continueranno a guidare gran parte delle operazioni, mentre i gruppi industriali si concentreranno su acquisizioni mirate a rafforzare la propria posizione competitiva o integrare piattaforme esistenti. L’attività degli advisor resterà intensa, con una forte componente internazionale, poiché le aziende italiane continueranno a essere oggetto di interesse cross-border.
In sintesi, il 2026 potrebbe vedere un mid-market italiano più attivo, selettivo e strategico, con consolidamenti settoriali guidati dai fondi, normalizzazione delle valutazioni e maggiore certezza di chiusura dei deal, grazie a un mercato dei capitali e del credito più favorevole.
Indice delle pagine
1. At a glance
2. Operazioni M&A Italia-Italia
3. Operazioni M&A Estero-Italia
4. Operazioni M&A Italia-Estero
5. Focus sul mid-market
6. Outlook M&A 2026
Note metodologiche
Il presente documento ha lo scopo di investigare le principali tendenze nel mercato M&A che coinvolge società con sede in Italia, sia acquisite che acquirenti, nel 2025. L’analisi è stata effettuata sulla base dei dati disponibili su MergerMarket, escludendo alcune transazioni, quali le alienazioni di portfolio di debito, e talune transazioni particolari. L’analisi è focalizzata sulle operazioni annunciate nel 2025, non necessariamente chiuse nello stesso anno, e non ha alcuna pretesa di completezza o esaustività.